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Il film "Anna Frank" è ambientato nel periodo dell'anti-semitismo di Hitler, in quell'ultima fase, triste e dolorosa, della diaspora degli ebrei. In questo periodo, in Germania e in Olanda, non basta più la distinzione morale della razza ariana, ma è diventata indispensabile la sua supremazia sulle altre razze. Ogni persona di diversa origine viene considerata inferiore e va soppressa, se necessario con la forza. È così che, pian piano, tutti gli ebrei vengono deportati in campi di concentramento, dove non c'è tempo, e neppure il bisogno, di pensare al profilo del proprio futuro. La famiglia Frank non vuole piegarsi a questo incubo e, insieme alla famiglia Van Daan, decide di nascondersi in una soffitta. Al piano inferiore ci sono degli uffici. È necessaria molta cautela per non farsi scoprire: nessun rumore, niente scarpe, niente acqua che scorre , niente grida. Dalle otto del mattino alle sei di sera è vietato muoversi, sfogarsi, parlare; devono essere soffocati i sentimenti, come l'allegria e l'entusiasmo. Sono concessi solo tristezza e silenzio. Ma dalle sei in avanti, quando l'ultimo impiegato è uscito, può ricominciare la vita. La famiglia Frank è costituita da quattro persone: i genitori e le due figlie, Margot e Anna. La famiglia Van Daan, invece, conta solo tre persone, più il gatto del figlio Peter, schiavo anche lui della razza del padrone. Margot ha diciassette anni, è molto gentile, dolce e riflessiva. Anna ha, invece, solo tredici anni; è una ragazza in piena adolescenza, che racchiude in sé molti contrasti. È la protagonista del film e al primo sguardo può apparire
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