Noi della classe 2a D abbiamo iniziato l'esperienza con i licheni quando il nostro insegnante prof.Benvenuti ci ha proposto di partecipare al progetto "Licheni in rete" ideato e patrocinato dal comune di Sondrio in collaborazione con il CREA di Milano (Centro Ricerca Educativa Ambientale).
Il professore ci ha riferito che avremmo dedicato alcune ore di scienze allo studio dei licheni quali indicatori per l'inquinamento. All'inizio noi non sapevamo quasi niente sull'argomento.
Abbiamo subito cominciato a leggere e a studiare delle schede riguardanti l'inquinamento, il monitoraggio e il biomonitoraggio, che il professore ci portava. Con queste schede abbiamo capito che il fenomeno dell'inquinamento atmosferico è un problema molto grave per la nostra salute e per i beni materiali costruiti dall'uomo. Ci sono moltissimi agenti inquinanti: monossido di carbonio, ossido di zolfo, ossido di azoto, particolati, ozono,… che provengono da      svariate fonti di inquinamento (fabbriche, auto, riscaldamento).. Per rilevare questi inquinanti servono delle centraline di rilevamento che oltre ad essere molto costose, presentano spesso l'inconveniente di guastarsi. La rete di rilevamento della qualità dell'aria della Provincia di Sondrio è attualmente composta da cinque stazioni fisse posizionate nei capoluoghi delle comunità montane.
In questi  ultimi anni, prima in Europa e poi anche in Italia, ha iniziato a prendere piede il BIOMONITORAGGIO, cioè il metodo che comporta la rilevazione della qualità dell'aria attraverso alcuni indicatori biologici come le api, le foglie della pianta di tabacco BEL-W3, i macroinvertebrati, i ceppi batterici e soprattutto i licheni. Questi ultimi organismi, simbiosi tra un'alga e un fungo, crescono ovunque quando l'aria è pulita (sugli alberi, sulle rocce, sul terreno) e possono essere utilizzati come bioaccumulatori o come bioindicatori:
Funzionano come bioaccumula

Xanthoria Parietina

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