Ambienti, vita e lavoro

nel passato e nel presente

IL VALORE DELLE TRADIZIONI

racconta con gioia, con entusiasmo, trasmettendo a chi lo ascolta la passione, la sofferenza, la speranza e la povertà racchiuse in ogni singolo oggetto."

IL MULINO


Il suo primo lavoro è stata la riproduzione di un mulino.
Prima di mettersi all'opera, il signor Giovanni ha dovuto effettuare ricerche e raccogliere informazioni anche da mugnai.
Il mulino in miniatura viene azionato con una manovella, quello reale funziona con la forza dell'acqua; per questo i mulini sorgevano nei pressi di una fonte d'acqua e ce n'era uno in ogni contrada.
Il grano veniva versato in un primo contenitore a forma di  imbuto quadrato: la "tramoggia".
Da lì il grano finiva nella macina: la "bucaia".
C'erano due macine di sasso che potevano pesare fino a sei quintali e arrivavano a centoventi giri al minuto.
Tra le due una era fissa e l'altra rotante per mezzo della forza centrifuga, i chicchi venivano sbattuti verso l'esterno e si trituravano.
Da qui, attraverso una canalina di legno, il grano arrivava in un filtro chiamato "bürata".
Un'estremità di questo era rivestita da tessuto diverso, a seconda del cereale lavorato.
Il rivestimento era in seta, a trama fine o grossa, per la lavorazione del segale e del frumento; si ottenevano farine fini (le migliori) o più grosse.
Se si macinava il granoturco, il rivestimento era di canapa.
La farina ottenuta finiva nel cassone: quella fine veniva separata da quella più grossa.
Quest'ultima veniva usata per fare il pane e come nutrimento per le bestie.
I diversi cereali e il "centrel" potevano essere macinate una seconda volta per ottenere ancora più farina.
Per la macinatura dell'orzo, era necessario che il mulino fosse munito di una "pila", strumento formato da due pali di ferro con le estremità più grosse che pestavano dentro due massi "conchi".

LA VITICOLTURA A VILLA


Ecco, durante le ore buie di scuola, a volte si intravede uno spiraglio: si guardano le videocassette.
Quel giorno ci viene proposta la visione di una videocassetta realizzata un po' d'annetti fa, dove si intervistava il signor De Giovanni.
"Una volta si facevano più cose interessanti!" appuntano le professoresse. "Di che genere?" chiediamo noi, in

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