lle soglie del 2000 l'uomo, invece di migliorare il proprio modo di vivere, si comporta come "una bestia selvaggia" paragonabile ad un essere primitivo, ma al posto della clava utilizza armi molto più sofisticate e micidiali.
Fin dall'antichità, già centinaia di secoli prima della nascita di Cristo, l'uomo ha sempre combattuto giustamente, o ingiustamente, per rivendicare diritti inalienabili, per conquistare territori, sottomettere popolazioni, o addirittura…decimarle.
Sicuramente le guerre hanno sempre rappresentato nella storia immani tragedie che procurarono e procurano tuttora miseria, carestia, epidemie e tanto spargimento di sangue.
Ci sono stati combattimenti che hanno coinvolto tutto il mondo e altri che sono detti "silenziosi" avvenuti in qualche piccolo angolino del pianeta, insomma, guerre disputate tra popoli arretrati, che sono stati subito dimenticati. Resta il fatto che la maggioranza dei conflitti presenta grosse contraddizioni, come le Crociate, quelle famose guerre combattute "per Cristo" e le guerre di religione. Insomma, a mio parere, la guerra non è fede e speranza, ma tutto il contrario.
In questo caso, l'evento bellico ci riguarda più da vicino, essendosi sviluppato a pochi chilometri di distanza dall'Italia. La scintilla è divampata nel Kosovo, in Serbia e nei paesi limitrofi. Si tratta di una guerra di carattere etnico - razziale, voluta soprattutto dal presidente serbo Slobodan Milosevic, che sembrava potesse subito finire con gli interventi americani ed invece continua da più di un mese. Una volta era il simbolo del nazionalismo serbo, ora il Kosovo è abitato da una forte maggioranza albanese che vuole l'indipendenza e Belgrado risponde con i massacri. Questa frase esprime con poche parole il senso di questa guerra. Vi ho parlato prima degli interventi da parte dell'America con la Nato. Molte persone affermano che questo organismo difensivo ha ragione, altre no. Allora, io mi pongo una domanda e anche voi cercate di dare una risposta. E' giusto rispondere alle armi, con altrettanti armi? E' giusto porre fine ad un massacro con un altro massacro? Tutte le più grandi tecnologie, impiegate nell'aeronautica e nel settore missilistico da una parte; dall'altra la povertà e la disperazione.
Tremano i Serbi che vivono ogni giorno sotto le bombe lanciate dalla Nato per fermare Milosevic. Tremano i kosovari che fuggono da massacri ormai senza testimoni.
E' la guerra. Si è anche cercato di fermarla con dei trattati diplomatici proposti da intellettuali e uomini politici che hanno provato a stipulare patti, ma invano.
Ed il "mostro"  continua ad avanzare e a distruggere l'umanità innocente, abbattendo tutte le barriere, tranne quella dell'odio. In questi giorni i giornali e la televisione si occupano di un problema molto importante: i profughi. Partono dalle coste dell'Albania e vengono traghettati via mare dagli scafisti, che esigono soldi per il trasporto. Intraprendono un breve, ma per loro un lungo e stressante

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