L'acqua nella cinta delle Mura
Noi alunni della classe 2a D nel corso dell’anno
abbiamo realizzato alcune esperienze di produzione di
ipertesti: nelle attività previste in alcune discipline,
nelle attività integrative che molti di noi hanno scelto, in
un progetto particolare che adesso vi presentiamo.
Anche se questo lavoro non è stato fatto nell’ambito del
progetto "Adotta un monumento" l’argomento trattato e la
contemporaneità dei due lavori lo collocano proprio
all’interno di questo e pertanto siamo orgogliosi di dare il
nostro contributo.
Il progetto è coordinato dagli insegnanti di educazione
artistica prof.ssa Garavatti e di educazione tecnica prof.
Marquis.
L’attività ha avuto inizio con l'analisi dell’importanza
dell’acqua per l’uomo e di come questa veniva gestita a
Tirano quando la città era racchiusa tra le mura. Abbiamo
scoperto che il fiume era un elemento indispensabile per
molte attività: attraverso la sua energia si facevano
funzionare i mulini e si irrigavano i campi. L'acqua usata
per uso domestico e per abbeverare gli animali era fornita
dalle fontane che erano il punto terminale delle acque
sorgive incanalate verso il paese.
Le fontane erano divise i in büi (fontane pubbliche) e büiat
(fontanelle private).
Per saperne di più abbiamo intervistato i nostri nonni,
cercato foto d’epoca ed abbiamo scoperto che a quelle
fontane, a quei lavatoi sono legate vicende della gente
comune, di tutti noi. I cosiddetti "büi vecc" erano anche
luoghi di aggregazione sociale: i Tiranesi , infatti,
avevano l'occasione di incontrarsi e di fare quattro
chiacchiere. Alcune fontane sono state smantellate, altre
sono state trasportate in luoghi diversi dalle loro
ubicazioni. Altre ancora sono state sostituite.
Noi vogliamo raccogliere un po’ di queste testimonianze e
racchiuderle in quel "contenitore" che ci piace tanto:
l’ipertesto.
La classe 2a D di Tirano
(a.s.1998/99) |